(di Ciro Guglielmi)
Giudicare un giocatore dopo aver visto una sola partita è quanto di più sbagliato ci possa essere, però bisogna pur cominciare no?
L’altra sera (5/4/2011) decisi, in occasione dell’andata di Champions tra Inter e Schalke 04, di osservare un pò più attentamente l’esterno destro di origini peruviane Jefferson Farfan, che pare sia nel mirino della Juventus. Sulla carta, partita difficilissima per la squadra di Gelsenkirchen, che gioca in trasferta al San Siro di Milano. Sulla carta però ..
Pronti via e le previsioni dei bookmakers, che davano l’Inter vincente, non sembrano aver sbagliato di molto. Non passa nemmeno un minuto dal fischio d’inizio che, proprio per una palla persa a tre quarti campo dall’osservato speciale, nasce il gol dell’Inter. Non un buon inizio. Ma vabbè, continuo a seguire la partita. Al 5° minuto di gioco serve un cross col contagiri sulla testa di Raul, che indirizza a rete ma senza impensierire il portiere. Passano 32 minuti per rivedere in azione il nostro Farfan che sbaglia un semplice appoggio a centrocampo. Dopo 20 minuti di assoluta o quasi inattività, decide (finalmente) di mettere in mostra un pò del suo repertorio, esibendosi in un dribbling a metà campo tutto tecnica e velocità. Due minuti dopo però si fa ammonire, ingenuamente, per un inutile fallo su Zanetti a pochi secondi dal duplice fischio. Un ammonizione più che ingenua, visto che gli costerà una giornata di riposo (per squalifica) nel match di ritorno. Il primo tempo termina sul 2 a 2.
Inizia il secondo tempo. Farfan continua a occupare la fascia di destra nel 442 dei tedeschi, anche se la sua posizione preferita (occupata anche nel Psv) è quella di attaccante nel tridente del 433. Destra o sinistra per lui non c’è differenza, sa giocare in entrambe le fasce.
Vista la serata non certo semplicissima, avendo sulla sua corsia un cliente scomodissimo come Zanetti (che nel primo tempo l’ha annullato su quasi tutti i fronti), decide di accentrarsi notevolmente in fase offensiva lasciando la fascia in mano al terzino compagno di squadra, Uchida, subito dietro di lui. Detto fatto, nascono i primi pericoli. Decide che non è più tempo per giocherellare e in tre minuti ci mostra cosa è capace di fare. Al 50° trasforma una palla vagante al limite dell’area in un bolide che si infrange sul muro interista. Poi, un minuto subito dopo, galoppa a tre quarti campo, salta Chivu che lo stende e lo fa ammonire. Al 53°, triangola in velocità con un compagno, accelera, riceve al limite dove si inventa una palla al bacio per Raul, che controlla e insacca. E’ il gol del 2 a 3.
Non ancora sazio decide di deridere, ancora una volta, la difesa interista al 72°: accelerata esplosiva al limite dell’area che lascia sul posto Ranocchia, il primo tiro viene ribattuto da Julio Cesar mentre il secondo s’infrange sul palo negandogli la gioia del gol. Gol, quello conclusivo del 2 a 5, che comunque arriverà un minuto più tardi dall’azione susseguente.
Tiriamo le somme..
72 Kg, 174 cm d’altezza e 27 anni da compiere quest’anno. Tanta corsa, velocità devastante, potenza e un piedino davvero niente male. Ovviamente siamo alla prima volta e con questi giudizi sono disposto a espormi al pubblico ludibrio.
La storia di questo giocatore parla di 130 reti nei club in cui ha militato più 12 reti in nazionale: Alianza Lima dal 2002 al 2004, PSV dal 2004 al 2008 e Schalke dal 2008 ad oggi. Ha vinto 2 campionati peruviani, 4 coppe olandesi, una coppa d’Olanda e gioca in nazionale.
Nel passaggio dal PSV allo Schalke fu pagato circa 10 milioni di euro. Ha un contratto in scadenza nel Giugno 2012 e la sua valutazione di mercato si aggira intorno ai 15 milioni. Tuttavia pare che Marotta abbia già messo gli occhi su di lui già da tempo e il dettaglio contrattuale può essere un ottima chiave di svolta nella trattativa. Non c’è dubbio che il prezzo potrebbe scendere fino a 8-10 milioni. Per quella cifra sarebbe davvero un affarone a prezzo di saldo da non farsi scappare, insieme ad un campione s’intende!

